Brexit: ombre neonazi su Thomas Mair, assassino di Jo Cox

jo cx uccisa da un sostenitore della Brexit

Era uno strenuo sostenitore della National Alliance, un gruppo neonazista con sede negli Stati Uniti. E lui stesso, alle proprie spalle, aveva una lunga storia di nazionalismo bianco che lo aveva persino spinto ad acquistare un manuale sulla costruzione di pistole.

Ma su Thomas Mair, il 52enne che ha ucciso con tre colpi di pistola e sei coltellate la deputata laburista Jo Cox, spuntano ora dei legami persino con lo Springbok Club, un gruppo londinese che esalta la supremazia bianca e che guarda con favore all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.

L’uomo aveva problemi mentali

Nelle ore successive all’omicidio della deputata labour, che ultimamente era molto impegnata sul fronte Remain, ecco che emergono le prime verità su chi sia questo Thomas Mair balzato agli onori della cronaca proprio a pochi giorni dal fatidico voto sulla Brexit. E a parlare di lui come di un uomo instabile è lo stesso fratello: «Fu messo in cura per problemi mentali», ha rivelato il familiare agli organi di stampa.

Mentre la campagna referendaria sulla Brexit è stata sospesa in segno di rispetto, Jeremy Corbyn, leader dei laburisti inglesi, ha espresso parole di forte rabbia per quanto accaduto alla sua collega: «Non permetteremo a quella gente che sparge odio di dividere la nostra società. Anzi, rafforzeremo la nostra democrazia e la nostra libertà di espressione». Anche il premier David Cameron, leader dei conservatori che governano il Paese, ha affermato: «Tutti i nostri valori sono tenuti insieme dalla tolleranza. dobbiamo eliminare odio e intolleranza dal nostro mondo politico».

Brunello Colli