Ddl antiterrorismo, governo va sotto: Verdini si smarca

denis verdini

Si fa sempre più teso il clima a Palazzo Chigi. A pochi giorni dall’esito delle elezioni amministrative che hanno visto il Partito Democratico perdere tante città importanti (Roma e Torino in primis), ieri Matteo Renzi si è ritrovato a dover fare i conti anche con una sonora sconfitta in parlamento.

L’esecutivo è andato sotto su un emendamento di Forza Italia al ddl antiterrorismo, il quale prevede norme di contrasto al terrorismo e un innalzamento delle pene per chi fabbrica ordigni. I verdiniani hanno infatti votato con l’opposizione, facendo mancare di fatto la maggioranza parlamentare su cui il governo pensava di poter contare.

L’avvertimento di Verdini

Dal gruppo Ala che fa capo a Denis Verdini e che fino a poche ore prima aveva giurato una sorta di fedeltà al governo in carica, però, hanno prontamente messo le mani davanti: «Questo nostro voto in sintonia con quello delle opposizioni non ha significato politico, ma è stato semplicemente dovuto al fatto che i senatori di Ala non erano d’accordo con il governo su questo tema».

Ma dall’opposizione non ci credono, tant’è che da Forza Italia fino alla Lega Nord hanno detto che in realtà questo allontanamento di Ala dalle maggioranze di governo sia da interpretarsi come un segnale per Renzi. E ora all’interno del governo stesso, per quanto non lo si dia modo a vedere, si è creato un po’ di panico: le forze che reggono il governo Renzi sono davvero diventate sempre più labili (e numericamente poco influenti)?

Antonio Osso