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I soldati ISIS violentano le donne per renderle musulmane

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I soldati ISIS violentano le donne per renderle musulmane

Seduti su un divano da qualche parte nella città controllata dall’ISIS di Mosul, in Iraq, i militanti ridono e scherzano mentre uno di loro registra il chiacchiericcio eccitato. “Oggi è il giorno del mercato degli schiavi di sesso femminile “, spiega uno jihadista magro e vestito di nero, indicando la telecamera. “Con il permesso di Allah, ognuno potrà avere la propria parte”, promette un altro dei combattenti. “Dove è la mia ragazza Yazidi?” chiede il primo, con un largo sorriso.

Gli yazidi sono un popolo antico, seguaci di una religione che fonde elementi di Islam, ebraismo e cristianesimo con pratiche più antiche come il culto del sole. Ma le loro convinzioni sono state criticate come “adorazione del diavolo” dall’ISIS, in modo da giustificare omicidi, schiavitù e stupro.

Nel territorio dell’ISIS, le donne yazidi possono essere acquistate e vendute per denaro, barattate per armi, o date in dono; ma questa non è una semplice transazione commerciale: l’ISIS ha reso stupro e schiavitù parti integranti della sua – brutale – teologia. “I combattenti ISIS ci hanno detto ‘Questa è la regola di Abu Bakr al-Baghdadi e dobbiamo farlo'”, spiega Noor. “‘Relativamente a chi non si converte all’Islam, uccideremo i maschi e sposeremo le ragazze. Sono il bottino di guerra.'”