Nuovo centro di addestramento militare a Brunico. La Difesa punta sulla simulazione virtuale

Dopo gli attentati nella redazioni di Charlie Hedbo, l’Europa ha subito una serie di attacchi che hanno messo in evidenza i deficit dell’intelligence di molti paesi (soprattutto di Francia e Belgio) e la poca collaborazione tra gli stati membri. I frequenti attacchi terroristici di matrice islamista – non sempre però collegati con il sedicente Stato islamico – hanno portato un clima di paura e di insicurezza. Molti paesi hanno deciso di  sospendere – per tempi più o meno prolungati – il trattato di Shanghen o di votare per partiti più o meno xenofobi, come è avvenuto per le nazionali Austria o per le regionali in Francia con l’ascesa della Marie Le Pen.

Italia paese a rischio

L’Italia è senza dubbio uno dei paesi più a rischio. Oltre ad “ospitare” lo Stato del Vaticano, il Bel Paese è ricco di opere d’arte inestimabili e, nel periodo estivo, è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo. Inoltre, il nostro Paese si trova in una posizione strategica nel mediterraneo, in molti casi il primo approdo per gli immigrati che lasciano il loro paese per motivi economici o per sfuggire a scenari di guerra.

Nella capitale – come nelle altre città italiane – è evidente la forte presenza militare. Da mesi l’esercito presidia monumenti e ambasciate, ma siamo sicuri che i nostri militari siano in grado di far fronte a una minaccia terroristica? In questi ultimi anni la tecnologia può fornire un aiuto prezioso, oltre a far risparmiare molti soldi ai contribuenti.

Il cuore pulsante del primo e innovativo centro CTC (Combat Training Center) d’Italia si trova presso l’area addestrativa di San Giorgio a Brunico: qui le esercitazioni vengono monitorate in tempo reale dagli analisti tramite la visualizzazione in diretta di tutte le azioni intraprese e le tattiche adoperate. I sistemi di simulazione permettono una sempre maggiore verosimiglianza con la realtà, consentendo di addestrare efficacemente il personale ed analizzarne le reazioni anche di fronte a condizioni estreme, riscontrabili soltanto in teatro operativo. Gli istruttori, inoltre, possono intervenire in tempo reale da remoto per cambiare lo scenario addestrativo con l’introduzione di nuove possibili minacce.

Quanti tipi di simulazioni esistono?

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Ma cosa si intende per simulazione militare? Per simulazione si intende la creazione di un modello, l’imitazione più o meno fedele di un sistema reale, che consente di valutare e prevedere lo svolgersi di eventi derivanti dalla presenza di determinate condizioni, difficilmente riproducibili in ambienti reali.

In ambito militare  sono tre i tipi di simulazioni esistenti: Live quando soggetti reali agiscono in prima persona in ambienti reali con strumenti reali ma effetti simulati; Virtual quando soggetti reali agiscono in prima persona in ambienti simulati con strumenti simulati; Constructive quando sono coinvolti soggetti simulati che operano in ambienti simulati con strumenti simulati.

Questa nuova attività di modernizzazione ed efficientamento è firmata Ste S.p.A., una società italiana con esperienza decennale nel campo dell’ITC e della Cyber Security. Da diversi la società opera anche nel settore del Training & Simulation, mettendo a disposizione dell’Amministrazione Difesa le proprie capacità di System Integrator.

Preparazione in caso di ordigni esplosivi

Ste S.p.A., inoltre, ha sviluppato un programma di addestramento del personale nel contrasto alla minaccia IED ( Ordigni Esplosivi Improvvisati) in ambiente sicuro e altamente realistico. Le minacce legate ad esplosivi – usate da gruppi che agiscono in modo fulmineo e con poche risorse – è la manier più comune per contrastare gli eserciti regolari.

Lo stress dovuto alle azioni militari

I soldati impegnati in missioni di questo tipo hanno un forte carico di stress, proprio per non avere di fronte un nemico visibile. I soldati vivono questo tipo di situazioni con profonda angoscia e li porta  a dubitare di chiunque e di qualsiasi oggetto o animale si ponga sul loro cammino.

Azioni di proto soccorso massivo

Infine, le simulazioni hanno anche lo scopo di esercitarsi in azioni di pronto soccorso massivo e interventi di emergenza civile all’interno di zone densamente abitate come il tessuto urbano.  “Siamo particolarmente fieri di aver contribuito alla realizzazione di questo Centro – spiega l’Amministratore Delegato di STE S.p.A. Emanuele Burali d’Arezzo – “soprattutto per le tecniche e le tecnologie all’avanguardia impiegate che lo posiziona come vero fiore all’occhiello per le Forze Armate, tracciando la strada per un addestramento sempre più’ sicuro, efficiente ed efficace.”

Brunello Colli