Olimpiadi, governo all’attacco: se Roma dice no, avanti con Milano

se Roma dice no, avanti con Milano

Virginia Raggi, sindaco in carica di Roma, non ha mai espresso grande euforia all’idea che la capitale si candidasse alle Olimpiadi 2024. E non lo ha mai fatto né durante la campagna elettorale, né ora che è riuscita a prendere il comando del Campidoglio.

Eppure il governo non vuole lasciarsi sfuggire questa possibilità, tanto è vero che proprio nelle ultime ore hanno cominciato a circolare delle ipotesi che potrebbero definitivamente porre fine a questa diatriba: il compromesso studiato dal governo sarebbe quello di evitare a Roma l’onere di una candidatura olimpica (se non se la sente, non se la sente), e di candidare al suo posto una città che invece non ha mai avuto grande paura di farsi carico di grandi sfide.

Milano, insomma, potrebbe essere la città che concorrerà per l’Italia verso l’ottenimento dei Giochi Olimpici. Ma non è tutto semplice come sembra.

se Roma dice no, avanti con Milano

Dal momento in cui lo slot del 2024 è stato definitivamente perso, il governo può provare a candidare Milano solo per i Giochi del 2028. Anche qui, però, c’è un aspetto da considerare: se ad aggiudicarsi quelli del 2024 dovesse essere Parigi, per il principio di alternanza tra i continenti la candidatura di Milano slitterebbe inevitabilmente al 2032.

Ma Virginia Raggi per il momento preferisce tenersi cauta: «Con il presidente del Coni Malagò siamo rimasti che ci saremmo sentiti al termine dell’estate, e l’estate non è ancora finita. Ogni discorso su Roma e Olimpiadi quindi è rinviato a dopo quell’incontro».